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Formazione
10/07/2019
Economia civile in Maremma

Cominciamo con una domanda: in cosa consiste l’economia civile? Luigino Bruni e Stefano Zamagni, la definiscono come “un processo inclusivo biodiversificato” e specificano che non si tratta “di un nome diverso per l’economia del non profit o del Terzo settore, perché coinvolge e si rivolge all’intera economia, che guarda e giudica civile o incivile”.

Nata nella seconda metà del Settecento a Napoli, questa scuola di pensiero pone al centro della sua riflessione sul mercato parole come “fiducia”, “mutuo vantaggio”, “ pubblica felicità” e ultimamente sta (per fortuna) riscontrando le dovute attenzioni.

Del resto è la stessa situazione globale del momento, caratterizzata da una profonda crisi ambientale, economica e sociale a richiedere un repentino cambio di rotta, verso una molteplicità di esperienze positive quali la cooperazione sociale, l’economia di comunione, il commercio equo e solidale, la centralità delle persone, il rispetto dell’ambiente e molto altro ancora.

Ecco così che una Banca di Credito Cooperativo (Banca Tema), un Ente del terzo settore (Legambiente) ed il mondo accademico (Fondazione Polo Universitario Grossetano), fanno sinergia e promuovono Distretto dell’economia civile Terre Etrusche e di Maremma. Un processo, cioè, finalizzato all’utilizzo del potenziale relazionale inutilizzato per implementare lo sviluppo del contesto territoriale locale e dove, per sviluppo, si fa riferimento contemporaneamente alle dimensioni sociali, culturali, economiche e ambientali.

Avanti, dunque, con l’economia civile!