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Formazione
18/06/2019
BdT ovvero Banca del Tempo

Le Banche del Tempo italiane sono: "libere associazioni tra persone che si auto-organizzano e si scambiano tempo per aiutarsi soprattutto nelle piccole necessità quotidiane". Sono "luoghi nei quali si recuperano le abitudini ormai perdute di mutuo aiuto tipiche dei rapporti di buon vicinato. Oppure si estende a persone prima sconosciute l'aiuto abituale che ci si scambia tra appartenenti alla stessa famiglia o ai gruppi di amici".

Nell'esperienza ormai consolidata, i soggetti promotori delle Banche del Tempo italiane si confermano essere di quattro tipi:

  • gruppi spontanei di cittadini (spesso amici tra di loro);
  • associazioni già esistenti oppure organizzazioni sindacali;
  • comuni tramite assessorati o singoli uffici e servizi (Settore servizi sociali, Centri Donna, Comitati Pari Opportunità, Uffici Informazione, Centri Anziani, Uffici Tempi della città);
  • cooperative sociali e dopolavoro aziendali (creano B.T. chiuse per i loro soci).

Come tutte le altre associazioni, le Banche del Tempo sono regolate da un Atto costitutivo, dallo Statuto e devono essere registrate (come previsto dalle leggi nazionali e regionali).

La "regola di fondo che vige in tutte le B.T. è lo scambio". Sinonimo di reciproca convenienza, lo scambio presuppone, per sua stessa definizione, che i soggetti che entrano in relazione siano attivi. Di conseguenza, diversamente che nel Volontariato (che si regge sul dono di aiuto ai bisognosi di assistenza), "la solidarietà che circola nelle B.T. non è a senso unico. E' reciproca e alla pari. Il tempo scambiato è misurato in ore e l'ora è di 60 minuti per tutti, indipendentemente dalla professione, dalla classe sociale di appartenenza o dalle condizioni economiche delle singole persone". In questo senso, le Banche del Tempo realizzano un egualitarismo pressoché perfetto.

Le B.T. servono a soddisfare bisogni materiali e bisogni immateriali. Tra i primi, prevalgono quelli legati all'organizzazione quotidiana della vita delle persone e delle famiglie; tra i secondi, il bisogno di compagnia e di allargare la rete delle amicizie. Le banche, infatti, sono luoghi di socializzazione, che favoriscono anche la messa in comune di saperi e conoscenze. L'elenco degli aiuti che vengono scambiati e misurati in ore è molto lungo. Può essere suddiviso in due grandi aree: la prima, la prevalente, è composta dalle prestazioni minute che riguardano lo svolgimento della vita quotidiana (la spesa, la cucina, la lavanderia, le relazioni con gli enti pubblici, i bambini, gli anziani, il tempo libero in compagnia...); la seconda, molto diffusa anche perché favorisce la socializzazione, riguarda lo scambio dei saperi. Cioè, il baratto delle conoscenze che le singole persone possiedono. Questo secondo tipo di scambi mette sullo stesso piano saperi esistenti sul mercato (computer, lingue, pittura, fotografia…) e saperi "fuori mercato", nel senso che ad essi non è attribuito valore economico. E' il caso dei saperi delle persone anziane (come si viveva anni fa, i vecchi mestieri, com'era la città...) e delle casalinghe (ricette, ricami, pizzi, stiro...).