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Coopera - COVID19
21/04/2020
Covid-19: negli Stati Uniti ci sono le Food Bank

I numeri sono difficili da leggere ma a livello generale confermano che l’epidemia da Covid-19 continua a far sentire i suoi effetti da un capo all’altro del pianeta portando alla luce situazioni critiche e contraddizioni.

Nonostante la loro ricchezza, gli Stati Uniti si scoprono vulnerabili e salgono in vetta alla triste classifica che tiene il conto dei contagi e dei morti a causa del coronavirus. Solo nel fine settimana successivo alla Pasqua, sono stati circa 700 mila i contagiati e 140 mila i decessi.

Sale in numero dei disoccupati, nell’ultimo mese sono stati persi 22 milioni di posti di lavoro, così come quello dei senza tetto.

Si moltiplicano inoltre le domande per ottenere il sussidio pubblico: solo nella seconda settimana di aprile ne sono state presentate oltre 5,2 milioni.

In una situazione così catastrofica e insolita per una delle nazioni più ricche, il mondo del volontariato a stelle e strisce si è mobilitato con forza schierando in prima linea le Food Bank, le istituzioni filantropiche americane che dopo la crisi del 2008 si sono diffuse un po’ in tutto il mondo.

La prima Banca del Cibo statunitense è stata la St. Mary’s Food Bank, sorta nel 1967 a Phoenix per opera di John van Hengel che inizialmente raccoglieva gli scarti alimentari dei mercati per distribuirli poi ai bisognosi.

La mission della St. Mary’s Food Bank è quella di ridurre la fame tra la popolazione attraverso la raccolta e la distribuzione del cibo incoraggiando al tempo stesso l’autosufficienza, la collaborazione, la promozione dell’iniziativa e la sensibilizzazione verso il tema. Come si legge nello statuto, opera attraverso: «the gathering and distribution of food while encouraging self-sufficiency, collaboration, advocacy and education».

Mentre in situazioni normali le Food Bank gestiscono mense in varie città statunitensi servendo pasti ogni giorno a migliaia di bisognosi, in questo periodo stanno organizzando consegne di cibo ai cittadini predisponendo punti di ritrovo in vastissimi parcheggi. Qui, mantenendo le distanze di sicurezza grazie agli ampi spazi, vengono consegnati due scatoloni di generi alimentari a ogni macchina evitando che il conducente debba scendere.

A New York è attiva da 35 anni la Food Bank NY City, che persegue l’obiettivo di porre fine alla fame «by organizing food, information and support for community survival, empowerment, and dignity».

Famosa è anche la San Francisco Marin Food Bank. Fondata nel 1987, sollecita i donatori ricordando sulla home page del proprio sito che con un dollaro è possibile donare due pasti.

Queste ultime sono solo alcune delle tante tante realtà che nella crisi scatenata dalla pandemia da Covid-19 stanno dando un contributo prezioso alla lotta al disagio sociale e alla povertà che questo virus sta portando alla luce in modo drammatico e inaspettato.